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I Simpson e la psicologia

Sintesi

Caratteristiche: 15x21, xii + 336 pp., brossura
Data di pubblicazione: 2014, Alpes
Copertina
Chi sono e cosa rappresentano veramente I Simpson? 
Specchio della società occidentale a noi contemporanea, fanno ormai parte dell’immaginario collettivo e della cultura popolare, entrano prepotentemente nella realtà a tre dimensioni, trasmettono, esemplificano e umanizzano “questioni psicologiche” individuali e gruppali altamente complesse, mai routinarie e solo apparentemente banali; nel vivere le loro passioni gettano come una sorta di incantesimo sugli spettatori ed abitano la memoria collettiva in virtù di elementi che sembrano al di là o sono indipendenti da quelli su cui di solito si regge la loro stessa fama. Il fascino che li ha resi così tanto familiari è implicito, quasi magnetico; in qualità di “archetipo” del XXI secolo, sono rappresentanti di un esistenzialismo e di una psicologia che amplifica la loro stessa caratterizzazione, perché incarnano un modo di vivere del quale non possiamo disinteressarci, ma che allo stesso tempo è improbabile emulare, biasimare o accettare senza spirito critico. Quella portata sulla scena con I Simpson è una sorta di metafora esplicativa della società e dell’uomo moderno, la cui sfera psicologica e inconscia viene artisticamente mascherata attraverso un’impeccabile finzione “animata” ed è veicolata da un particolare modello di humor e di sarcasmo che riesce magistralmente a celare e a “rendere innocui” conflitti psicologici e sociologici “globali”, molto profondi ed eccezionalmente radicati. 

Considerando questa famiglia come un prototipo, gli autori di questo originale volume identificano nel loro modo di pensare, comportarsi e parlare, le principali categorie psicologiche che definiscono gli argomenti e le teorie base di cui si occupa la psicologia, dando prevalenza alla prospettiva psicodinamica e alla psicologia sociale.

Chiudono il libro, i "profili psicologici" dei vari personaggi della serie, da nonno Abraham a Bart, da Marvin Monroe (lo psicologo di Sprinfield) a Marge, da Lisa a Ned Flanders, per arrivare, ovviamente, ad Homer Simpson.

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Informazioni tecniche

Gli autori

Vincenzo De Blasi, psicologo clinico e psicoterapeuta, è professore presso l'Università Tor Vergata di Roma e membro di ARGO (Associazione per al Ricerca sul Gruppo Omogeneo).

Alessio Manciocchi, psicologo, psicoterapeuta, è didatta ISTEBA (Istituto per lo studio e la terapia psicoanalitica dei bambini e degli adolescenti) e Direttore del centro clinico Crescita di Roma. Insegna Laboratorio di psicologia clinica presso Sapienza Università di Roma.

Indice

Prefazione di Paolo Cruciani 

 

Prologo. Perché I Simpson e la Psicologia

Da Freud al “protocollo di sculacciologia dell’Università del Minnesota”

 

Parte prima. Psicologia dello sviluppo e crisi psicosociali

La Logica dei Simpson e il pensiero in psicologia “D’oh!!”

Da Maggie a nonno Abraham: generazioni e crisi psicosociali a confronto

 

Parte seconda. Individuo-gruppo-società: psicologia e psicopatologia della vita quotidiana

I modello teorici e tecnici in psicologia

La terapia cognitivo-comportamentale dell’Ospedale psichiatrico “Calmalandia” e i meccanismi di difesa  

Psicologia e psicopatologia della vita quotidiana a Springfield: le dipendenze patologiche

Springfield tra massa e gruppo organizzato

La scuola elementare di Springfield – falso Sé e tendenze antisociali

I Simpson: una famiglia sufficientemente buona ?

 

Parte terza. Nella stanza d’analisi

Homer sul lettino: “Io non credo nella Psicoanalisi !”

 

Appendice

Elenco degli episodi e delle citazioni

Profilo psicologico dei principali personaggi

 

Bibliografia


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