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Promozione del benessere organizzativo/prevenzione dello stress lavoro correlato

icon-ben-bog.png Lo stress legato all'attività lavorativa rappresenta uno dei problemi con cui misurarsi in tema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Questa condizione interessa quasi un lavoratore su quattro e secondo gli studi effettuati pare che una percentuale compresa tra il 50% e il 60% di tutte le giornate lavorative perse sia dovuta allo stress lavoro-correlato. Ciò comporta costi enormi in termini di disagio personale oltre al rischio di influenze negative sul risultato economico di un'organizzazione. Lo stress influisce fortemente sulla redditività.
Il costo economico annuale dello stress legato all'attività lavorativa nell'UE, nel 2002, è stato calcolato nell’ordine di 20 miliardi di euro.

Lo stress lavoro correlato viene definito “condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o aspettative riposte in loro”.
Nell'ambito del lavoro tale squilibrio si può verificare quando il lavoratore non si sente in grado di corrispondere alle richieste lavorative. Tuttavia non tutte le manifestazioni di stress sul lavoro possono essere considerate come SLC. Lo stress lavoro-correlato è quello causato da vari fattori propri del contesto e del contenuto del lavoro.

In linea con le richieste e disposizioni di Legge (D.Lgs. 81/2008), vengono proposte soluzioni rispondenti alla fase diagnostica e di intervento, attraverso interventi di:

  • analisi  e check-up organizzativi
  • rilevazione stress lavoro correlato e allineamento con i requisiti di legge
  • identificazione dei fattori di rischio e mappatura organizzativa
  • interventi per la diffusione e ripristino del benessere organizzativo.

Il test: Stress Questionnaire (SQ)

Questo test per la valutazione dello stress è l’unico in Italia che prevede una verifica della tendenziosità delle risposte e mette a confronto le valutazione dei manager e quelle dei loro collaboratori, cruciale per la rilevazione di eventuali incongruenze.
L’SQ si pone in una prospettiva multilivello sia in termini di costrutto che in termini di prospettive di indagine, prevedendo tre tipologie di valutazione: una oggettiva e due soggettive:

valutazione oggettiva degli eventi sentinella (indicatori oggettivi aziendali riferiti all’andamento negli ultimi 3 anni);
autovalutazione (questionario rivolto ai lavoratori e relativo alla percezione che hanno della propria realtà lavorativa);
etero valutazione (questionario rivolto al leader e relativo alle percezioni della realtà lavorativa nella quale si trovano inserite le persone che coordina).

Per ciascun questionario sono prese in esame cinque aree articolate in sottodimensioni di indagine.

1. Individuo

  • Job demand: aspetti del lavoro che richiedono sforzo fisico/psicologico;
  • Job control: libertà, indipendenza, discrezione nella programmazione e decisioni;
  • Supporto dei colleghi:  fiducia, supporto e interesse da parte dei colleghi;
  • Supporto dei superiori: fiducia, supporto e interesse da parte dei superiori;
  • Ruolo nell’organizzazione: ambiguità di ruolo, conflitto di ruolo, sovraccarico di ruolo.

2. Compito

  • Sforzo fisico: attività fisica richiesta dal compito;
  • Elaborazione delle informazioni: livelli di attenzione, monitoraggio, elaborazione attiva delle informazioni.

3. Contesto fisico

  • Ergonomia: posture, movimenti corretti e adeguati;
  • Condizioni di lavoro pericolose: qualità percepita ambiente di lavoro. Rischi per la salute.

4. Contesto psicologico

  • Welfare: percezione dell’investimento aziendale verso i lavoratori;
  • Training: azioni di sviluppo e formazione del personale;
  • Condizioni di rischio per la diversità: apertura verso la diversità.

5. Contesto socioeconomico

  • Crisi: impatto della crisi su dipendenti e sul benessere organizzativo;
  • Employability: capacità di ricollocazione.

In preparazione