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Lettera dell'Editore

Hogrefe: un modo nuovo di pensare i test

Caro Collega,

dopo quattro mesi (e un'estate) di attività, è già tempo, per noi di Hogrefe, di fare un piccolo bilancio: abbiamo dato seguito ad una dichiarazione di intenti (costituire una nuova realtà italiana per il testing psicologico), abbiamo messo in piedi un gruppo di lavoro, abbiamo lanciato il nostro sito web e siamo stati presenti al Convegno Nazionale AIP, che si è tenuto in settembre a Chieti, con libri, riviste e qualche anteprima sui nostri futuri test. E abbiamo avuto una buona accoglienza. Visti con curiosità, certo, ma anche con aspettativa.

È adesso, infatti, che ha inizio la parte più impegnativa della nostra avventura: non deludere questa aspettativa e fare in modo che quanto è in potenza nel progetto di un editore di test veramente nuovo si attui per rispondere ai bisogni reali del mercato.

E stiamo infatti lavorando a un programma editoriale innovativo, in grado di offrire al professionista strumenti di assessment di nuova concezione, o attinenti aree nuove di valutazione. Da questo mese apriamo una sezione del sito dedicata ai progetti in corso: una finestra aperta a chi con i test lavora su quello che realizzeremo nei prossimi mesi, un "work in progress" pubblico.

Il Positivity Test è nuovo, perché porta la psicologia positiva sul campo dell'assessment di personalità: valutare l'ottimismo, la propria soddisfazione di vita, l'orientamento positivo insomma, ribalta l'approccio tradizionale della psicologia, spostando l'attenzione sulla prevenzione. Frutto del lavoro di un team guidato da Gian Vittorio Caprara, il progetto è alle battute finali: concluse la validazione e la standardizzazione in contesti neutri, il test deve essere adesso sottoposto a verifica in quelli organizzativi, perché vogliamo che sia utile anche per chi lavora nelle aziende, dove ottimismo e resilienza sono un valore per tutta l'organizzazione. Il test sarà tradotto nelle principali lingue europee.

1,2,3...Futuro! è nuovo, anzi nuovissimo, perché rivoluziona il modo di pensare il testing nell’orientamento e nel career counseling. È superata l'idea, ormai inattuale, del matching fra caratteristiche della persona e percorsi formativi e professionali, per cui il test è usato come diagnostico di attitudini e interessi. Qui, al contrario, il test diventa programma di crescita personale, per stimolare lo studente ad accrescere quelle competenze di adattabilità, problem-solving, decision-making, ecc., che permettono – in un mercato del lavoro sempre più instabile – di costruire e continuamente rinnovare il proprio progetto di vita e professionale. Siamo felici di poter lavorare con Salvatore Soresi e Laura Nota nell’introduzione fattiva del paradigma del  Life Design in Italia.

Il ComFor viene dall'Olanda e l’autrice, Ina Van Berckelaer, è una delle maggiori esperte di comunicazione aumentativa in Europa. Il suo lavoro, una vita dedicata ai bambini autistici, giunge adesso in Italia con questo interessante programma di assessment. Il ComFor, il cui acronimo può essere sciolto in “precursori della comunicazione”, è uno strumento clinico che permette di pianificare interventi individualizzati, con soggetti autistici o che comunque abbiano problemi comunicativi.

Giuseppe Cossu è uomo di scienza straordinario, in grado di coniugare la ricerca della cura con lo studio delle cause: lo sforzo di comprensione del funzionamento del nostro cervello, mi ha detto, non può non andare di pari passo con la clinica. Lo abbiamo allora convinto a pubblicare il TNL, uno fra i tanti frutti di un’attività intensa, sia sul piano umano che su quello scientifico, avviata anni fa lavorando al fianco di Lurija.

Per ultimo, una breve rassegna sul nostro prossimo catalogo per il talent assessment: in un periodo d’incertezza, non solo economica, come quello che stiamo vivendo, le organizzazioni – motore della società – devono puntare sul talento ed essere talentuose esse stesse. Ecco allora un questionario sulle competenze organizzative, il BIP, che sta avendo un grandissimo successo in Europa, e l’AMI, un test di motivazione al successo che stiamo standardizzando in contesti competitivi.

Poi un test sullo stress lavorativo che ha visto la cooperazione di psicologi e medici del lavoro (l’SQ), che funzionerà anche come un 180°, mettendo a confronto la percezione che dello stress in azienda hanno i lavoratori con quella che ne hanno i capi.

E, in dirittura d’arrivo, la nostra prima pubblicazione: il Cross Ages/MAUT, un programma di assessment ed intervento sullo scambio intergenerazionale nelle organizzazioni, realizzato da Rossana De Beni e il suo gruppo: in un’epoca d’invecchiamento della forza lavoro, quale tema più attuale?

Se questi sono i nostri piani editoriali sul testing nell’immediato futuro, vogliamo già da subito condividere con te contenuti che spero troverai utili: da questo mese variamo un piccolo mensile online, Qi (Questioni e idee in psicologia), gratuito e – speriamo – ricco di spunti interessanti. Vuol essere un modo nuovo di comunicare e fare informazione sui temi della psicologia, “da professionisti a professionisti”.

Buona lettura!

Jacopo Tarantino

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